UNIVERSITA’ POPOLARE MULTIDISCIPLINARE EUROPEA AXIS MUNDI 

LE RaDICI PROFONDE NON GELANO MAI

Axia mundi

Universita’ Europea

Nel contesto dell’associazionismo, il termine “Università Europea” non indica un’Università accademica, ma un modello formativo rivolto ai dirigenti, ai volontari e agli operatori dell’associazionismo del Terzo Settore. Questo modello trae ispirazione da una costante tradizione associativa sviluppatasi in Europa, soprattutto nel secondo dopoguerra, con tre obiettivi principali:

  • Promuovere la formazione permanente dei dirigenti associativi;
  • Diffondere una cittadinanza europea fondata sulla partecipazione, la solidarietà e la sussidiarietà;
  • Creare spazi di confronto tra associazioni, istituzioni e società civile, agevolando l’incremento culturale oltra alla formazione tecnica.
  • L'università Europea

    L’Università Europea inserita nel contesto dell’Associazionismo sono scuole di alta formazione, seminari o percorsi educativi, più che Atenei in senso tradizionale del termine. L’idea trova ispirazione nei movimenti europeisti e alle esperienze di educazione degli adulti nate nel novecento, disposte poi agli enti di promozione sociale e sportiva.


    I suoi scopi possono essere addensati in sette punti:


    1. Formare la classe dirigente dell’associazionismo, sviluppando competenze organizzative, gestionali, amministrative e progettuali.


    2. Promuovere la cultura europea, divulgando i valori dell’integrazione, della cittadinanza attiva, della solidarietà, della partecipazione democratica e della cooperazione tra popoli.


    3.Qualificare gli operatori canalizzati nel Terzo Settore, fornendo strumenti per affrontare gli aspetti normativi, fiscali, organizzativi e gestionali delle associazioni sportive e di promozione sociale.


    4. Favorire la progettazione europea, preparando dirigenti e associazioni a partecipare a bandi e programmi finanziati dall’Unione Europea.


    5. Diffondere i sistemi di formazione permanente, secondo il concetto del lifelong learning, affinché l’aggiornamento delle competenze accompagni tutto il percorso associativo.


    6. Generare reti tra associazioni e istituzioni, sostenendo lo scambio di esperienze e buone pratiche a livello nazionale ed europeo.


    7. Promuovere lo sport come strumento educativo e sociale, sostenendo la coesione sociale come elemento distintivo.

ASSETTO STRUTTURALE DELL’UNIVERSITà POPOLARE MULTIDISCIPLINARE EUROPEA AXIS MUNDI


  • Struttura dell'Università

    L’Università in esame è strutturata come un Ente di alta formazione permanente, con una governance chiara e un’offerta didattica modulare. L’università popolare Axis Mundi è composta da un’Assemblea dei Soci, consiglio direttivo, direzione scientifica e segreteria organizzativa. Il tutto per rendere snella e funzionale la struttura. 


    La struttura tecnica e amministrativa dell’università si articol sulle seguenti direttrici:


    a)  Governance


    Presidente

     

    Rappresentanza istituzionale;

    Rapporti nazionali ed europei.

     

    Consiglio Direttivo

    8 membri

    Pianificazione strategica di tutte le attività espresse dalle articolazioni che compongono l’Università.

    Comitato scientifico Europeo

    Docenti Universitari

    Professionisti

    Esperti Internazionali


    Direttore generale

    Coordinamento Operativo.

     

    b) Dipartimenti.

     

    I dipartimenti sono i comparti nei quali si sviluppano le singole attività specialistiche.


    Attualmente sono attivi:

    Salute e Benessere;

    Cultura e Patrimonio;

    Ambiente e sostenibilità;

    Formazione Professionale;

    Sicurezza e Protezione Civile;

    Esoterismo, Misterico e ambiti sottili non convenzionali;

    Religione e Teologia; 

    Geometria Sacra, Ritualità e Medievalismo; 

    Arti e comunicazioni;

    Quantistica e ambiti correlati;

    Ordini Monastico-Religiosi e associazionismo;

    Laboratori pratici.


    Ogni dipartimento, contestuale alla sua attivazione dispone di figure professionali quali:


    Direttore;

    Coordinatore didattico;

    Docenti;

    Tutor.

    Per il futuro sono previste anche scuole specialistiche e centri di ricerca.


    c)  Uffici amministrativi


    Segreteria generale;

    Direzione amministrativa;

     Ufficio Formazione e didattica;

    Ufficio Progetti;

    Ufficio Affari Generali e Legali;

    Ufficio comunicazione e Relazioni Esterne;

    Ufficio Soci e Servizi Associativi;

    Segreteria della Presidenza.

    Posto che L’Università Europea è costituita come associazione di promozione sociale (APS), contemplato nel Terzo Settore gli organi operativi sono:


    -         Assemblea dei Soci; 


    -         Consiglio Direttivo;


    -         Il Presidente;


    -         Organo di Controllo o Revisore. 



    d)Offerte formative


    Le offerte formative comprendono vari ambiti e sono aperte a persone di tutte le età, con l’obiettivo di favorire l’apprendimento costante, la crescita personale e l’aggiornamento professionale. L’offerta a diverse variabili ma attualmente comprende:


    Lingue straniere;

    Informatica e competenze digitali: uso del computer, pacchetto office, internet, sicurezza informatica, intelligenza artificiale, grafica e programmazione;

    Arte e creatività: pittura, disegno fotografia scrittura creativa e artigianato;

    Seminari, conferenze e workshop;

     Salute e Benessere: alimentazione, mindflulness, ginnastica dolce e tecniche di rilassamento;

    Cultura generale: storia, filosofia letteratura, geografia, archeologia e storia dell’arte;

    Corsi on-line e in presenza;

    Attività culturali e visite guidate;

    Programmi di scambio e collaborazioni internazionali;

    Laboratori pratici: cucina, giardinaggio, cucito, ceramica, falegnameria e altre attività manuali.

     

  • L’UNIVERSITA’ POPOLARE EUROPEA: VALIDO STRUMENTO DI CRESCITA UMANA[1].

      Le università popolari sono istituti che si diffusero a partire dall'Ottocento in tutta l'Europa. I principi ispiratori di tali enti, in tutto il continente, furono quelli di fare avvicinare alla cultura tutti i ceti sociali, in particolar modo quelli più emarginati (da dove appunto il termine popolare che spesso figura nelle designazioni di tali enti). In questa connotazione sociale operarono in primis  membri appartenenti al movimento socialista e i sindacalisti, ma in seguito questi principi furono la bandiera  e stimati da tutti gli spiriti democratici e liberali. Sul movimento che propose come sistema di studio le università popolari dura una vasta letteratura dalle origini del fenomeno fino ai giorni nostri.

    Le università popolari si caratterizzano per l’accesso aperto e per la loro funzione di promozione “dell’educazione permanente”. Esse propongono corsi, conferenze, seminari e attività culturali in certuni ambiti disciplinari, tra cui lingue straniere, informatica, arte, letteratura, storia e discipline scientifiche. Le attività sono solitamente organizzate in modo flessibile e con metodiche didattiche partecipative, spesso orientate allo scambio culturale e all’apprendimento pratico.

    Differentemente alle università tradizionali, le università popolari non fanno solitamente parte del sistema accademico statale, e non rilasciano titoli accademici ufficialmente riconosciuti, come lauree o dottorati. In molti casi rilasciano attestati di partecipazione ai corsi frequentati.

    Le università popolari, a differenza delle Università di Stato (o di quelle dallo Stato legalmente riconosciute) non possono accordare titoli accademici, né tantomeno i loro attestati hanno un intrinseco valore legale, come confermato dalla stessa CNUPI nel proprio sito web di riferimento. Nel sistema giuridico italiano, infatti, soltanto le Università statali (o legalmente riconosciute) possono rilasciare titoli accademici.

    Diverse università popolari sono accreditate come enti di formazione presso la Regione di appartenenza o presso il MINISTERO dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica. In tal caso, sono abilitate a organizzare e gestire specifici corsi valutabili anche come CFU  a discrezione delle università, ovvero corsi con il rilascio di un attestato finale valutabile nei casi previsti dalla legge. 

    Diverse università popolari sono accreditate come enti di formazione presso la Regione di appartenenza o presso il Ministero dell’Universita e della Ricerca scientifica e Tecnologica. In tal caso, sono abilitate a organizzare e gestire specifici corsi valutabili anche come CFU a discrezione delle università, ovvero corsi con il rilascio di un attestato finale valutabile nei casi previsti dalla legge.

    Le università popolari, in Italia, sono generalmente associazioni private, che possono (eventualmente) interagire con le università di Stato per il rilascio di crediti formativi universitari (CFU). Bisogna comunque sottolineare che soltanto le università statali (o legalmente riconosciute) possono rilasciare titoli accademici.

    Chi è esterno a queste strutture, come le università popolari, può stipulare convenzioni affinché gli attestati di corsi esterni al percorso accademico ufficiale possano valere quale Credito Formativo Universitario, e ciò dipenderà dal deliberato del relativo Consiglio di Corso di Laurea.

    È inoltre possibile collaborare con un Ateneo stipulando una convenzione mirata alla realizzazione di Master Universitari, o di percorsi di Alta Formazione; sarà comunque sempre un regolare Bando Rettorale a conferire valore legale al titolo.

    Nelle università popolari è possibile studiare un'ampia gamma di materie, dal latino alla psicologia, dall'inglese al disegno dalla filosofia alla storia e le scienze olistiche. Esse sono rivolte prevalentemente alla popolazione adulta


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  • ATTIVITA’ CULTURALI E VISITE GUIDATE

    FENOMENO DELLE VOCI ELETTRONICHE O TRANSCOMUNICAZIONE STRUMENTALE



    Il fenomeno delle voci elettroniche (FVE), in inglese “Electronic Voices Phenomena” (EVP), compreso anche col nome di “psicofonia,”  “metafonia” o “transcomunicazione strumentale”, è un pensato fenomeno di origine paranormale che riguarda la manifestazione di voci (ed eventualmente anche immagini) di origine apparentemente non di natura umana in registrazioni, ricezioni o amplificazioni tramite strumentazione elettronica. Tale fenomeno risulta spiegabile come apofenia (dare un preciso significato a ciò che è di per sé oggettivamente insignificante) e/o pareidolia (interpretare dei suoni casuali come emessi da una voce che parla la propria lingua)

    La classificazione più conosciuta di questo presunto fenomeno è rappresentata dalla registrazione di voci, solitamente poco chiare ed incomprensibili ed in genere ricondotte a esseri immateriali, su un nastro magnetico o supporti digitali, ovvero la loro ricezione tramite una radio, un televisore, un computer o un telefono, in contesti in cui è certo che nessuno stava parlando normalmente.

    I sostenitori di  questo fenomeno ritengono che il modello utilizzato consentirebbe  di penetrare all’intero della sfera d’azione  con i defunti e l'aldilà, o nondimeno con una dimensione diversa dal piano fisico, autorizzando un contatto con entità intelligenti di origine ignota, che interagirebbero attivamente alle domande che vengono poste. Non c'è alcuna prova scientifica di questo e la psicofonia non ha mai trovato alcun credito nell'ambito della comunità scientifica, ricadendo nell'ambito della pseudoscienza.



    PROFILO STORICO

    Già attraverso lo spiritismo si tentò di entrare in contatto con i defunti. La scoperta della radio e l’ intercettare segnali distorti, che potevano assomigliare a voci, vennero quindi interpretate come “voci provenienti dai defunti”.

    Il primo a sperimentare la registrazioni di quelle che riteneva essere le voci dei morti fu Il noto fotografo americano Attila von Szalay , come sistema per aumentare le sue indagini sulla fotografia dei spettri. Iniziò la sua attività nel 1941, impiegando un disco a 78 giri, ma solo nel 1956, dopo essere transitato ad  un registratore a bobine, ritenne di aver comunque avuto successo. Lavorando con Raymond Bayless, von Szalay coordinò diverse sedute di registrazione con un apparecchio fatto su misura, composto da un microfono in un armadio isolato collegato a un dispositivo di registrazione esterno e a un altoparlante. Szalay espose di aver quindi trovato molti suoni registrati sul nastro che non potevano essere uditi dall'altoparlante al momento della registrazione e alcuni di questi sarebbero  stati registrati quando non c'era nessuno nella cabina. Egli asseriva che questi suoni fossero voci di smaterializzati disincarnati. Il lavoro di Von Szalay e Raymond Bayless fu pubblicato dal Journal of the American Society for Psychical Research nel 1959. Bayless in seguito fu coautore del libro del 1979, Phone Calls From the Dead. Nel 1959, il pittore e produttore cinematografico svedese Friedrich Jürgenson stava registrando dei canti di uccelli. Dopo aver ascoltato il nastro, sentì quella che interpretò essere la voce del “padre morto” e poi lo spirito della moglie defunta che lo chiamava per nome. Continuò a fare molte altre registrazioni, tra cui una che secondo lui conteneva un messaggio della madre defunta. 




    TESTIMONIANZE (VOCI DI RAUDIVE)


    Konstantin Raudive, uno psicologo lettone che insegnò presso l'Università di Uppsala, in Svezia, e che ha lavorato in collaborazione con Jürgenson, ha effettuato oltre 100.000 registrazioni che ha narrato come comunicazioni con spiriti. Alcune di queste registrazioni sono state effettuate in un laboratorio schermato con radiofrequenze e contenevano parole che secondo Raudive erano identificabili Nel tentativo di confermare il contenuto della sua raccolta di registrazioni, Raudive invitò gli ascoltatori ad ascoltarle e interpretarle. Egli sosteneva che la chiarezza delle voci udite nelle sue registrazioni implicasse che esse non potessero essere facilmente spiegate con mezzi normali Raudive pubblicò il suo primo libro, Breakthrough: An Amazing Experiment in Electronic Communication with the Dead nel 1968 che fu tradotto in inglese nel 1971.

    Spiricom e la Frank's Box

    Nel 1980, William O'Neil costruì un dispositivo audio elettronico chiamato "Spiricom". O'Neil affermò che il dispositivo era stato costruito secondo le specifiche che aveva ricevuto psichicamente da George Mueller, uno scienziato morto sei anni prima. In una conferenza stampa tenutasi a Washington il 6 aprile 1982, O'Neil dichiarò di essere in grado di tenere conversazioni bidirezionali con gli spiriti attraverso il dispositivo Spiricom e fornì gratuitamente le specifiche del progetto ai ricercatori. Tuttavia, non si sa se qualcuno abbia replicato i risultati dichiarati da O'Neil utilizzando i suoi dispositivi Spiricom Il socio di O'Neil, l'industriale in pensione George Meek, attribuì il successo di O'Neil, e l'incapacità di altri di replicarlo, alle capacità medianiche di O'Neil che facevano parte del circuito che faceva funzionare il sistema Nel 2020 Kenny Biddle scrisse un articolo esaustivo che spiegava le origini dello Spiricom sviluppato da O'Neil e Meek. L'articolo gli fu suggerito dalla ricomparsa del dispositivo nella serie televisiva Ghosthunters. Egli ha sfatato in modo esauriente la "scienza" alla base del dispositivo sia nello sviluppo originale che nell'episodio di Ghosthunters.

    Un altro dispositivo elettronico costruito specificamente nel tentativo di catturare supposte voci elettroniche fu la "Frank's Box" o "Ghost Box", creata nel 2002 dall'appassionato di questo fenomeno Frank Sumption per avere una presunta comunicazione in tempo reale con i morti. Sumption sostenne  di aver ricevuto le istruzioni per la progettazione dal mondo degli spiriti. Il dispositivo è descritto come una combinazione di un generatore di rumore bianco e di un ricevitore radio AM modificato per andare avanti e indietro nella banda AM, selezionando frammenti di suono della durata di un secondo. I critici del dispositivo affermano che il suo effetto è soggettivo e incapace di essere replicato e che, poiché si basa sul rumore radio, qualsiasi risposta significativa ottenuta dall'utente è puramente casuale o semplicemente il risultato di una pareidolia Il ricercatore del paranormale Ben Radford scrisse che la Frank's Box è una "versione moderna della tavoletta Ouija... nota anche come radio rotta. 


    LA POSTURA DELLA CHIESA CON ALCUNEOPINIONI DI ALCUNI ECCLESIALI INFORMATI SULLE DINAMICHE DI SETTORE.

    Il probabile fenomeno delle voci elettroniche – alla stessa stregua  dello spiritismo e di altri fenomeni paranormali - non è in alcun modo tollerato dalla Chiesa cattolica; tuttavia nel corso del tempo alcuni ecclesiali hanno rilevato, esclusivamente a titolo personale, un pur specifico interesse nei riguardi di questa possibilità.

    Secondo lo scrittore e religioso francese François Brune, autore di un libro sull'argomento, nel 1952 furono testimoni di questo genere di fenomeni al Laboratorio di Fisica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano anche il rettore e fondatore   della stessa padre Agostino Gemelli e il suo amico e collaboratore padre Pellegrino Ernetti (che diventerà celebre per l'asserita e mai dimostrata invenzione del cosiddetto “cronovisore”, una macchina del tempo che avrebbe permesso i viaggi nel passato); Brune sostenne  che questi ebbero sostanziali incoraggiamenti anche da ambienti religiosi qualificati dai quali vennero incoraggiamenti nella prosecuzione degli sperimenti. Padre Pistone, Superiore della Società di San Paolo in Inghilterra, dopo i presunti colloqui con i defunti rilasciò la seguente dichiarazione: "Nelle Voci non vedo niente di contrario agli insegnamenti della Chiesa Cattolica; sono qualcosa di straordinario ma non c'è ragione di temerle, né vedo alcun pericolo".


    PECULIARITA’ DELLE VOCI.

    In base a quanto viene asserito durante le sedute, le voci a volte si presenterebbero afone , mentre in altre circostanze si presenterebbero più simili alle voci umane classiche. Inoltre, si presenterebbero con timbri vocali sia femminili che maschili.

    Alcune sarebbero contrassegnate da un suono articolato in maniera molto rapida, appena avvertibile, tanto che talvolta è necessario rallentare la velocità di riascolto per capire cosa verrebbe detto. Alcune voci inoltre presenterebbero una cadenza cantilenante, altre anomalie nella fonetica e nella cadenza che risulta irregolare. A volte si presenterebbero perfettamente udibili, mentre in altri casi sarebbero meno intelligibili e di difficile interpretazione. Una seconda connotazione che presenterebbero queste voci è il poliglottismo, ovvero la capacità di passare da una lingua ad un'altra nello stesso contesto, durante una stessa frase.

    Talvolta quindi la riproduzione viene manipolata per rendere la comunicazione più intelligibile (ad esempio modificando la velocità o applicando filtri acustici), oppure vengono estrapolate solo le parti della comunicazione ritenute più significative.

    LA DECIFRAZIONE DEL FENOMENO

    La manifestazione risulta comprensibile come semplice apofenia  o pareidolia (interpretare dei suoni casuali come emessi da una voce che parla la nostra lingua). Il fatto che qualcuno le possa interpretare come "voci" è solo frutto dell’inconscio  desiderio e della fantasia di chi opera l’ascolto. L’ identificazione di una voce poco conoscibile all'interno di un rumore può tradursi in un  percezione umana, che tende a discernere elementi familiari anche in situazioni casuali (come nel fenomeno noto in psicologia come déjà vu). In altri episodi, specie quelli in cui la ricezione si avvale di una radio, si può ben supporre la ricezione di segnali di interferenza da comunicazioni umane (es. ripetitori radio, apparecchi telefonici). In un video diffuso anche sul web, il Cicap osserva  come in alcuni casi si tratti semplicemente di inganno da parte di chi pratica la psicofonia.

    I sostenitori del paranormale che assegnano a voci di defunti tali suoni sperimentano di dare spiegazioni in linea con le proprie credenze; i sostenitori dello spiritismo puntellano le loro evidenze sottolineando che  si instaura un meccanismo di contatto tra due diversi stati dell'essere, ovvero tra due estensioni separate: l'entità vivente (uomo) da un lato e quella disincarnata (spirito) dall'altra. Queste due entità si manifesterebbero direttamente gravando la loro voce su un supporto magnetico o digitale adoperato per la registrazione, ossia, attraverso l'ausilio di una radio sintonizzata generalmente sulle onde corte. Nella circostanza della  registrazione le voci apparirebbero udibili solo durante la fase di riascolto, e mai al momento del loro intervento, mentre nel caso di manifestazione tramite radio verrebbero udite direttamente, come se si ascoltasse, appunto, una normale stazione radio.

    I fautori della reale esistenza delle voci altresì, rimarcano il fatto che  non possono trattarsi di interferenze, in quanto il fenomeno si verificherebbe, a detta loro, ugualmente anche se gli esperimenti vengono condotti dentro una gabbia di Faraday, la quale isola ogni interferenza e persino tramite registratori digitali, i quali per loro natura sono esenti da interferenze.

    Marco Morocutti, progettista elettronico ed esponente del Cicap, autore tra l'altro di uno dei primi libri sui microprocessori editi in Italia, osserva  che si tratterebbe di trasmissioni ad onde corte che vengono ricevute in maniera inadatta con strumenti non consoni allo scopo. Un esempio di queste trasmissioni sono le trasmissioni tra le navi in mare, comunicazioni meteo e comunicazioni di servizio, che se non ricevute adeguatamente, il più delle volte risultano essere distorte e incomprensibili. Sulla registrazione magnetica, invece, porta come esempio le registrazioni effettuate con apparecchi difettosi, dove lo strisciamento del nastro è discontinuo e crea effetti audio simili alle voci registrate da chi pratica la psicofonia.

    Altre spiegazioni sarebbero date, ad esempio, dalla manipolazione autosuggestiva da parte dello sperimentatore della strumentazione di cui si avvale.


    CHIARIMENTI NELLA TECNICA AUDIO.

    Un fenomeno molto noto si verifica quando su di un nastro magnetico di dimessa qualità si ha una magnetizzazione impressa con una notevole differenza di dinamica, ad esempio un brano recitato a bassissimo livello in entrata nel registratore seguito da un repentino innalzamento del volume del microfono. Dalla data di incisione a quella di riascolto del nastro potrebbero presentarsi dei fenomeni di “migrazione magnetica” fra spira e spira in modo da sciupare il documento audio. Prima dell'avvento di sistemi di registrazione digitali, questo era un disturbo conosciutissimo e molto temuto da chi gestiva le audioteche di notevole valore documentale (come per esempio l'Archivio storico della RAI - Radiotelevisione italiana). Il fenomeno comportava ovviamente un (apparente) sfasamento temporale di frasi, musiche prima e dopo il loro logico presentarsi. In alcuni casi si può esperire pure un effetto di eco a mano a mano che una bobina si svolge e l'altra si riavvolge.

    Troviamo ampie tracce di questa differenza temporale nei resoconti di Raudive, Jürgenson e altri sperimentatori a proposito del contenuto dei messaggi delle voci.


    EVIDENZE NELLA RADIOTECNICA E NELLE TELECOMUNICAZIONI.

    Da molti decenni i rodati radiotecnici, gli operatori professionisti degli impianti di telecomunicazione ed i radioamatori con inclinazione per il radioascolto, rilevano un fenomeno al quale è stato dato convenzionalmente il nome di "echi radio ritardati". Necessita definire che il termine “ritardati” è riconnesso a una disparità spaziale e temporale del contenuto della comunicazione che per la sua essenza non trova tuttora spiegazione. Questi echi non vanno confusi con quelli che si verificano per percorsi multipli dell'onda “jonosferica” come per esempio si potrebbe manifestare con facilità nelle più fredde giornate dell'anno durante i periodi di intensa attività solare e per stazioni poste a notevole distanza dal ricevitore. In tali contingenze si hanno in genere due percorsi: uno verso l'est e l'altro verso l'ovest i quali "battendo" generano una eco di frazioni di secondo.

    I veri echi radio ritardati potrebbero implicare dei ritardi che vanno da pochissimi secondi fino ad oltre 10 secondi. Il primo problema per i tecnici e gli scienziati è riassumibile con l'interrogativo: Dove si trovano durante tutto il periodo di ritardo le onde radio? La domanda ha una sua ragione perché, mentre la velocità delle onde hertziane è di circa 300.000 km/s la circonferenza della Terra (approssimata ad una sfera) è di solo 40.000 km circa. Questi fenomeni, sono per altro piuttosto rari, da essere scoperti dal singolo operatore e allora, per il loro monitoraggio vengono impiegate delle apparecchiature che funzionano autonomamente dalla presenza dell'uomo. In genere, si attua un network dove una stazione trasmette dei segnali con cadenze e ad orari prestabiliti su frequenze prefissate, mentre contemporaneamente altre stazioni registrano il segnale ricevuto.

    Alcuni nessi intercorrenti fra gli echi radio ritardati e il fenomeno delle voci le si evidenziano proprio nello sfasamento temporale dei contenuti dei messaggi "paranormali".

    NOTA ESPLICATIVA

    LA PRESENTE ANALISI SUL FENOMENO DELLE “VOCI ELETTRONICHE” O “TRANSCOMUNICAZIONE STRUMENTALE” E’ IL FRUTTO DI UNA RACCOLTA DATI SUL FENOMENO, CHE HA INCLUSO ANCHE AMBITI OSTICI ALLE ESPOSTE REALTA’, AL MOMENTO INQUADRATE COME “PSEUDOSCINZA”. PERTANTO RISULTA PACIFICO CHE I PRESENTI ELEMENTI INFORMATIVI SONO ELEMENTI DI ORIENTAMENTO TECNICO E NON RESPONSI SCIENTIFICI TOTALMENTE TESTATI IN  SPECIFICI AMBITI SCIENTIFICI.


Come nascono le università popolari

Le università popolari rappresentano un modello di istruzione pubblica e partecipativa che mette al centro l’apprendimento come diritto e strumento di emancipazione sociale. Attraverso percorsi di formazione non formalizzata, corsi brevi, workshop e laboratori, le Università Popolari danno spazio a temi di interesse locale, competenze pratiche e dialogo intergenerazionale. In questo articolo esploriamo cosa sono le università popolari, come funzionano, quali benefici apportano alle comunità e come partecipare o avviare una realtà simile sul proprio territorio.

La nozione di università popolari fa riferimento a centri di apprendimento comunitario, autofinanziati o gestiti da associazioni, fondazioni o enti locali, orientati all’istruzione continua di adulti, giovani e senior. A differenza dei percorsi universitari tradizionali, le università popolari privilegiano l’accessibilità, la partecipazione attiva e l’apprendimento contestualizzato alle esigenze della comunità. Spesso si basano su docenti volontari, esperti locali e tecnici che condividono conoscenze pratiche, culturali o artistiche.

 

Le università popolari nascono da movimenti sociali che hanno spinto per un’educazione diffusa, laica e democratica. L’idea è quella di abbattere le barriere all’istruzione, offrire spunti di riflessione su temi civici e consentire a chiunque di aggiornarsi senza vincoli economici o formali. Nella storia europea, grazie a reti di volontariato e cooperative educative, si sono create realtà che hanno formato intere comunità sul valore della conoscenza condivisa.

Come si caratterizza un'Università Popolare

Una Università Popolari tipica è caratterizzata da flessibilità organizzativa, corsi modulati e una forte componente partecipativa. I programmi possono cambiare di stagione in stagione, in base alle esigenze dei partecipanti e alle competenze disponibili nel territorio. In genere, la gestione è affidata a un comitato di coordinamento, a un presidente o a una direzione artistico-culturale, supportata da collaborazioni con enti locali, biblioteche, associazioni e scuole.

La governance delle università popolari è spesso collettiva. Le decisioni chiave riguardano la scelta dei temi, la definizione dei prezzi (quando presenti), la selezione dei docenti e l’organizzazione di eventi pubblici. Molti corsi sono gratuiti o a costi contenuti, con finanziamenti tramite supporto locale, sponsorizzazioni etiche o attività di crowdfunding. La partecipazione attiva degli iscritti è incoraggiata, trasformando l’aula in uno spazio di scambio reciproco.

 

L’offerta formativa delle università popolari è estremamente varia: storia, letteratura, scienze, cittadinanza, alfabetizzazione digitale, educazione civica, salute e benessere, arte e musica, lingue straniere, educazione finanziaria e molto altro. Le metodologie privilegiano l’interattività: discussioni guidate, laboratori, progetti di comunità, atelier pratici e utilizzo di risorse aperte. L’apprendimento è centrato sull’esperienza, con un forte accento sull’applicazione pratica delle conoscenze acquisite.